DMH Spotlight -                         Mena Mitrano gives an appraisal of DMH-                                                                       "a name of prominence in American photojournalism" Back

Diana Mara Henry

                  Fotografare la storia

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Diana Mara Henry è uno dei nomi di spicco del fotogiornalismo americano. Comincia  ancora studentessa a Harvard, dove, alla fine degli anni '60,  collabora all'Harvard Crimson.  Negli anni ’70 si trasferisce a New York e  punta  l’obiettivo sulle grandi questioni sociali e sui  movimenti di protesta.

              Diventa la fotografa ufficiale del primo convegno nazionale del movimento delle donne (First National Women’s Conference). Indimenticabili gli scatti  di leader come  Bella Abzug, Shirley Chisolm, Gloria Steinem.

              Il suo obiettivo ha catturato i grandi scontri tra donne e Stato (ERA e Women’s Pentagon Action) e ci ha mostrato il lato impegnato delle mogli dei presidenti (bellissima l’immagine di  Bird Johnson, Rosalyn Carter and Betty Ford che nel 1977, in occasione delle celebrazioni per l’anno internazionale delle donne a Houston, innalzano la  fiaccola trasportata a staffetta da Seneca Falls, nello stato di New York, dove nel 1948 si era tenuto il primo incontro nazionale sui diritti delle donne).

              Firma servizi fotografici dedicati alle convention  del Partito Democratico,  all’ascesa al potere del senatore McGovern e del presidente Jimmy Carter. Suo il fantastico  ritratto del giovane Bill Clinton che ascolta il discorso di McGovern alla convention di Miami Beach nel 1972, ma anche i ritratti di politici di diverso orientamento ideologico come Reagan.

              Lo sguardo della Henry vuole cogliere ogni aspetto della vita pubblica, e, oltre alla politica, spazia dalla cultura (Allen Ginsberg, Norman Mailer, Lillian Hellman, Andy Warhol, Maya Angelou, Grace Paley) allo spettacolo e alla comunicazione (James Brown,  Patti Smith, Barbara Walters), dalla  moda (Diane von Furstenberg, Anne Klein) alle vite straordinarie di gente anonima che, come nella  migliore tradizione dei maestri degli anni '30,  illustrano le contraddizioni di un'America la cui miseria e nobiltà hanno conquistato l'immaginario di chi da fuori la osserva.

              Ma l’originalità dell’opera di Diana Henry sta nell’assenza di qualsiasi retorica. A guardare queste foto vacilla l’idea consolidata di una America bella e idealista ma in fondo superficiale. Incontriamo invece  un paese la cui storia rimane tutta da scoprire. Sappiamo chi è Bella Abzug? Sappiamo chi è Shirley Chisolm? O che cosa è stato il Women’s Pentagon Act?          

              Forse è anche per questo che la società degli storici americani (Organization of American Historians)  ha voluto Diana Henry come keynote speaker.  Il suo interesse per la storia l’ha portata a lavorare anche in Europa, in Francia, dove dal 1985 documenta il campo di concentramento Natzweiler-Struthof dove furono rinchiusi molti prigionieri politici.

             

Per saperne di più: http://dianamarahenry.com/

a cura di Mena Mitrano

autrice di Gertrude Stein: Woman Without Qualities (Ashgate 2005) e di saggi su Susan Sontag e altri scrittori e artisti americani.

mena.mitrano@tin.it

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